"STORIA DELLA SEZIONE – CINQUANTA ANNI"
Un po’ di storia
La Sezione di Faenza del Club Alpino Italiano, nata ufficialmente nel 1947, affonda le sue radici negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale con l'attività svolta da Virgilio Neri, Accademico del CAI e personaggio di spicco dell'alpinismo e dello sci nazionale, e da alcuni appassionati sciatori ed escursionisti faentini fra cui Federico Zanotti, Teo Gaudenzi, Claudio Silimbani, Giuseppe Cerchiari, Leandro Savorani, Giovanni Bucci e altri.
Proprio a Zanotti e Silimbani, entrambi studenti universitari che nel 1946 frequentavano la Sezione del CAI di Bologna, nacque l'idea di portare a Faenza una Sottosezione del Club Alpino Italiano, per dare maggior sostegno alle attività legate alla montagna e che venivano praticate da un sempre crescente numero di faentini. La richiesta di costituzione di una Sottosezione del Club Alpino Italiano a Faenza fu sottoscritta, nell'aprile 1946, da cinquantasette proponenti (di cui quarantotto Soci CAI e nove nuovi Soci) ed inoltrata a Milano, alla Sede Centrale, tramite la Sezione di Bologna. In data 9 maggio 1946 la Sede Centrale rilasciò il nulla osta per la costituzione della nuova Sottosezione che nominò un proprio esecutivo composto da Mario Missiroli, Reggente, Urbano Gentilini, Segretario, Tita Tosi, Federico Zanotti, Corrado Collina, Giuseppe Beltrami e Luigi Balella, Consiglieri. Il recapito fu inizialmente posto presso la tabaccheria Marabini, in Piazza del Popolo, e successivamente trasferito presso il negozio di drogheria di Teo Gaudenzi (sempre in Piazza del Popolo) e per molti anni quello fu il punto di riferimento e di ritrovo dei soci non avendo allora la Sezione una propria sede. Nel giro di pochi mesi la Sottosezione aumentò sensibilmente il numero dei propri iscritti e ben presto superò il tetto delle cento unità, numero minimo di Soci necessario per poter trasformare la Sottosezione in Sezione. Nei primi mesi del 1947 fu nominato il nuovo esecutivo della Sottosezione composto da Corrado Collina, Reggente, Luigi Balella, Vice Reggente, Urbano Gentilini, Segretario-economo, Federico Zanotti, Teo Gaudenzi, Maria Costanza Montanari e Mario Missiroli, Consiglieri.
Fu proprio il Dott. Collina che in data 20 novembre 1947 inoltrò alla Sede Centrale del CAI la richiesta di trasformazione da Sottosezione in Sezione, trasformazione che venne ratificata dal Consiglio Centrale del Sodalizio nella riunione tenutasi a Varese nel novembre 1947.
Il 21 gennaio 1948 fu indetta la prima Assemblea Generale dei Soci nel corso della quale fu eletto il primo Consiglio Direttivo della Sezione del CAI di Faenza: Giovanni Vicchi, Presidente, Luigi Balella, Vice Presidente, Urbano Gentilini, Segretario-economo, Giuseppe Polverigiani, Federico Zanotti, Goffredo Tosi, Corrado Collina, Teo Gaudenzi e Antonietta Conti, Consiglieri.
Il Consiglio Direttivo fu nuovamente rinnovato nel gennaio 1949 con la nomina alla presidenza di Federico Zanotti, Luigi Balella, Vice Presidente, Urbano Gentilini, Economo, Giuseppe Laghi, Segretario, Giovanni Vicchi, Corrado Collina e Teo Gaudenzi, Consiglieri. In data 29 gennaio 1949, Il Segretario Generale del Sodalizio, nel riscontrare la nota con la quale la Sezione di Faenza comunicava alla Sede Centrale la composizione del nuovo Consiglio Direttivo, scriveva: "Al Presidente, Dr. Federico Zanotti, ed a tutti i suoi collaboratori ci è gradito porgere l'augurio più sincero perché la Sezione sotto la guida del nuovo Consiglio possa salire alla più alta prosperità per la gioia nostra e per il bene di tutta la nostra grande famiglia alpinistica. Noi non dubitiamo che il nuovo Consiglio saprà certamente infondere in tutti i vostri Soci quell'entusiasmo e quella passione che sono la nobiltà della nostra fede."
Durante gli anni cinquanta e sessanta la Sezione fu caratterizzata da una intensa attività sciistica ed escursionistica in Appennino e in Dolomiti. Anche nelle colline a ridosso della città, quando d'inverno la neve non si faceva desiderare come invece è accaduto in questi ultimi decenni, venivano organizzate gare come i campionati faentini di sci di fondo escursionistico con partenza e arrivo alle Case Grandi di Errano. Scarponi di cuoio con punta quadrata, sci in puro frassino e bastoncini in "tonchino", si percorreva varie volte un circuito con salita sull'Olmatello e discesa da Castel Raniero passando in mezzo a frutteti e vigneti. In quegli anni la Sezione faentina del Club Alpino Italiano si sviluppò grazie all'apporto di soci come l'Avv. Medri, Antonio dell'Aquila, Antonio Calderoni, Carlo Zucchini, Francesco Ceroni e Carlo Cova insieme agli onnipresenti Federico Zanotti e Teo Gaudenzi. Numerosa la partecipazione di soci a gare e manifestazioni sciistiche anche a carattere internazionale nell'Appennino Tosco Emiliano (Corno alle Scale e Cimone) e nelle Alpi con ambiti riconoscimenti.
Verso la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta aderirono alla Sezione alcuni arrampicatori e un gruppo di speleologi fra i quali Casadio Gabriele, i fratelli Chesi, Italo, Giorgio e Rodolfo, Biondi Pier Paolo, Lusa Antonio, Babini Piero, Leoncavallo Giovanni, Bentivoglio Ariano e Peroni Primo; i primi svolgendo attività alpinistica di alto contenuto con arrampicate lungo le più note vie nelle Dolomiti (in special modo in quelle di Brenta) ed i secondi, che nel frattempo avevano dato vita ad una unica associazione speleo fra le due esistenti a Faenza ("Città di Faenza" e "Vampiri"), con la partecipazione a importanti spedizioni nazionali e con una consistente attività di esplorazione e relativo censimento delle cavità ipogee del territorio carsico della Vena del Gesso.
All'inizio del 1976 Pier Paolo Biondi venne eletto Presidente della Sezione. Il Consiglio Direttivo era composto da Giovanni Leoncavallo (Vice Presidente), Antonio Lusa (Segretario), Ariano Bentivoglio (Economo), Italo Chesi (addetto alla biblioteca), Vincenzo Ricciardi (delegato per la zona di Ravenna), Federico Zanotti (delegato SCI CAI Faenza). Il 17 marzo 1976, durante i lavori di una Assemblea straordinaria, fu approvato il primo statuto sezionale che prevedeva la validità biennale per il Consiglio Direttivo (in precedenza il Consiglio Direttivo veniva rinnovato ogni anno). La Sezione trovò sede presso il Gruppo Speleo in Via S.Maria dell'Angelo (con ingresso sotto il voltone della ex casa di riposo), con apertura per i soci CAI il giovedì dopo cena, mentre presso la ferramenta Chesi di Corso Matteotti veniva posto il recapito giornaliero.
Oltre ad un'incremento dell'attività alpinistica con gite nelle Alpi ebbe inizio, con la presidenza Biondi, l'attività di segnaletica e manutenzione dei sentieri dell'Appennino Tosco-Romagnolo (versante emiliano-romagnolo), in accordo con gli amici delle sezioni di Imola (Zambrini), Forlì (Umiltà) e Firenze (Benini, Poggi); segnaletica che verrà realizzata secondo i dettami di Maresca (1950) approvati dal Convegno Tosco-Emiliano (segnavia bianco-rossi e numerazione pari per i sentieri del versante toscano e dispari per quello emiliano). Per individuare il territorio faentino da quello forlivese e imolese si decise di far precedere il numero dei sentieri da prefissi: 1 per il territorio faentino, 2 per quello imolese e 3 per quello forlivese. A lavori ultimati, la Sezione pubblicherà una guida dell'intero territorio faentino, dalla Via Emilia allo spartiacque appenninico, con cartografia escursionistica ricavata dai tipi dell'IGM 1:75.000. Nell'ottobre del 1977 muore il Segretario Antonio Lusa (socio CAI dal 1968) e per ricordarlo insieme allo speleologo Lanzoni del CAI di Imola, morto qualche anno prima, la Sezione decise di costruire un bivacco da installare sul Monte Corchia (Alpi Apuane) che potesse servire da base logistica agli speleo che si dedicavano all'esplorazione del sistema ipogeo di quel luogo. La progettazione del bivacco venne affidata allo speleologo Carlo Azzali e venne individuato il luogo dove installarlo, dopo aver chiesto il permesso ai residenti della borgata di Levigliani.
Nei primi mesi del 1978 il Consiglio Direttivo della Sezione venne rinnovato. Furono eletti Biondi Pier Paolo (Presidente), Bentivoglio Ariano (Vice Presidente), Solaroli Maurizio (Segretario), Chesi Italo (Economo), Casadio Gabriele, Leoncavallo Giovanni e Montevecchi Silvano (Consiglieri). Sindaci Revisori, Tini Paolo e Poponi Michele. Addetti alla sentieristica Bentivoglio Ariano, Leoncavallo Giovanni e Valli Giuliano. Nell'ottobre dello stesso anno venne varata la manifestazione non agonistica denominata "marcia CAI" a coppie, su terreno misto (montagna e pianura). Venne scelta la Pietramora come luogo della manifestazione. Negli anni seguenti verranno organizzate altre cinque edizioni della marcia CAI in Pietramora.
Nel novembre 1978, la Sezione cambiò sede e, sempre insieme al Gruppo Speleo, si trasferì nel Palazzo Mazzolani. Iniziò, nei primi mesi del 1979, la pubblicazione del "Bollettino CAI Faenza" in veste di foglio ciclostilato e con periodicità quadrimestrale, con tutti i programmi dell'attività della Sezione. Fu promosso inoltre un concorso fotografico.
Nel febbraio 1979, venne contestata da parte della Commissione Tutela Ambiente Montano Toscana la realizzazione e la posa in opera del bivacco "Lusa-Lanzoni" sul Monte Corchia; controversia che in seguito coinvolse diversi organismi del CAI e che il Convegno Tosco-Emiliano, non riuscendo a dirimerla nel proprio ambito, portò in Consiglio Centrale per una sua definizione. Il massimo organismo del Sodalizio, sentite le parti, valutate le contrapposte argomentazioni, decise di far "... rimuovere qualsiasi riferimento al CAI apposto sulla capanna". La Sezione accettò con dolore il deliberato del Consiglio Centrale e fece rimuovere la targa posta sulla porta del bivacco con lo stemma e la dicitura "Sezione CAI Faenza". In seguito alla decisione emanata dal Consiglio Centrale del CAI, Pier Paolo Biondi rassegnerà le dimissioni da Presidente di Sezione.
Nei primi giorni di dicembre del 1979 l'Assemblea dei soci rinnovò il Consiglio Direttivo eleggendo Montevecchi Silvano (Presidente), Leoncavallo Giovanni (Vice Presidente), Solaroli Maurizio (Segretario), Chesi Italo (Economo), Tassinari Rodolfo (addetto al notiziario), Casadio Gabriele e Poponi Michele (Consiglieri). Sindaci revisori, Bentivoglio Ariano e Rossi Renzo. Durante il 1980 si tenne un primo corso di avviamento alla montagna con lezioni teoriche e pratiche e fu individuato un gruppo di esperti per la realizzazione, a scopo didattico, di alcune vie di arrampicata e di una piccola ferrata nella falesia della Pietramora. Il gruppo, composto da Casadio Gabriele, Chesi Italo, Pedrelli Giovanni, Poponi Michele, Biondi Pier Paolo, Valli Giuliano e Rossi Renzo si mise ben presto al lavoro e qualche anno dopo, a conclusione dei lavori, venne pubblicata una piccola guida in collaborazione con la Sezione CAI di Imola.
Nel luglio del 1980 Vincenzo Ricciardi con il figlio Ugo di undici anni muoiono durante un'escursione lungo la ferrata del Sass Rigàis nel gruppo delle Odle (Val Gardena). La Sezione li ricorderà entrambi con una targa che verrà affissa, cinque anni dopo, all'interno della chiesetta nei pressi del Col de Raiser, ai piedi della parete dolomitica.
Il 16 febbraio 1981 un gruppo di soci che intendeva costituire una Sottosezione a Ravenna chiese e ottenne l'affiliazione alla Sezione faentina. Reggente fu nominato Mario Beghi. La sottosezione si trasformerà in Sezione all'inizio del 1984.
Nel corso del 1981 venne completata la segnaletica del percorso montano da Faenza alla Colla di Casaglia. L'itinerario che verrà denominato "Sgambata dei crinali" di circa settantacinque chilometri sarà percorso in quell'anno e negli anni successivi da alcuni ardimentosi in una sola tappa in poco più di tredici ore. Altre edizioni della "Sgambata dei crinali" verranno organizzate negli anni seguenti in due tappe con pernottamento al rifugio di Fontana Moneta e a Ca di Malanca.
Nell'aprile del 1981, dopo breve malattia, muore Giovanni Leoncavallo. La Sezione lo ricorderà nel novembre dello stesso anno con una messa al campo e con una targa posta ai piedi della ferrata della Pietramora. Dopo la morte di Leoncavallo, Michele Poponi venne chiamato a coprire la carica di Vice Presidente.
Nell'Assemblea dei soci del gennaio 1982 venne rinnovato il Consiglio Direttivo e vennero eletti: Montevecchi Silvano (Presidente), Poponi Michele (Vice Presidente), Chesi Italo (Economo), Solaroli Maurizio (Segretario), Tassinari Rodolfo, Rava Luigi e Lucci Piero (Consiglieri). Sindaci Revisori: Bentivoglio Ariano e Rossi Renzo. Nel corso dell'anno il "Bollettino CAI Faenza" cambiò veste e negli anni futuri verrà ampliato nella forma e nei contenuti fino a prendere la fisionomia di una piccola rivista. La direzione e la responsabilità fu assunta dal Prof. Domenico Tampieri. Nel corso dell'anno fu deliberato inoltre di affidare la manutenzione dei sentieri appenninici ai singoli soci che ne avessero fatto richiesta (la soluzione di far "adottare un sentiero" ai soci non darà i risultati sperati e dopo qualche anno la Sezione dovrà assumerne direttamente la manutenzione organizzando squadre di soci e uscite per tali necessità).
L'Assemblea dei soci, nel dicembre 1982, diede mandato al Consiglio Direttivo di chiedere al Comune di Faenza una sede più consona alle esigenze della Sezione in forte crescita; sede che verrà concessa in comodato gratuito all'inizio del 1983 nell'attuale Palazzo Laderchi, in coabitazione con la Sezione faentina dell'UOEI. Nei primi giorni del 1983 si costituirà la Sottosezione di Lugo che ancora oggi è parte integrante della Sezione faentina e, sempre nello stesso periodo, un buon numero di soci della Sezione entreranno a far parte della consulta faentina dei volontari della Protezione Civile.
Gennaio 1984: si procede al rinnovo del Consiglio Direttivo per il biennio 1984/85. Vengono eletti Montevecchi Silvano (Presidente), Girelli Pier Luigi (Vice Presidente), Solaroli Maurizio (Segretario), Chesi Italo (Economo), Boschi Bruno, Melandri Giovanna, Tampieri Domenico (Consiglieri). Nel corso dell'anno un folto gruppo di escursionisti percorrerà l'intero itinerario della GEA (Grande Escursione Appenninica) e successivamente con le immagini di quel trekking, i soci Domenico Tampieri e Roberto Gentilini realizzeranno un bellissimo audiovisivo a dissolvenza incrociata (e un video), per lungo tempo proiettato in diverse città d'Italia. Nello stesso anno, Bassi Alessandro e Bandini Roberto supereranno l'esame per il conseguimento del patentino di istruttore di alpinismo del CAI.
Il 1985 sarà l'anno della spedizione sul Kilimangiaro che verrà compiuta, durante l'estate, da un gruppo di soci mentre alcuni volontari della Sezione aderiranno all'iniziativa per la sorveglianza degli incendi boschivi nel nostro Appennino, con il coordinamento della Stazione Forestale di Brisighella. Il 14 ottobre 1985 fu messo in cantiere il primo corso sezionale di sci alpinismo sotto la guida di Italo Chesi che nel frattempo aveva conseguito il patentino di istruttore. Rinnovo del Consiglio Direttivo nell'Assemblea del 21 novembre 1985 (biennio 1986/87). Eletti: Rava Luigi (Presidente), Boschi Bruno (Vice Presidente), Solaroli Maurizio (Segretario-Economo), Tampieri Domenico, Bandini Daniele, Bisi Giovanni, Ciani Paolo (Consiglieri). Sindaci Revisori: Valli Giuliano, Rossi Renzo e Piazza Franco.
Nel 1986 la Sezione festeggerà il 40° di fondazione con un corso di alpinismo e di sci alpinismo con l'acquisto di un buon numero di ARVA (apparecchi elettronici per la ricerca di persone sepolte da valanghe). Dopo l'approvazione della legge regionale n.12/85 alla Sezione vengono erogati contributi per l'attività di prevenzione incidenti in montagna (corsi di sci alpinismo, roccia ed escursionismo e attività di segnalazione e manutenzione sentieri appenninici).
La sala del Consiglio comunale di Faenza era stracolma di gente quando, nella serata del 21 febbraio 1986, fu presentato l'audiovisivo sulla GEA. Per il CAI intervennero Angelo Testoni, Consigliere nazionale, Oscar Tamari, Presidente della Delegazione Emilia-Romagna e gli ideatori della GEA, Gianfranco Bracci e Alfonso Bietolini. Stesso successo di pubblico per le serate organizzate in collaborazione con l'Ente Turismo della Val di Sole e il Parco Nazionale dello Stelvio e con i componenti del Gruppo 8000 del CAI di Parma che avevano appena compiuto la spedizione al Gasherbrum II.
Nuovo logo sezionale realizzato dal socio Gentilini Giuliano e primo tentativo di organizzare l'attività di orientamento con i ragazzi delle scuole secondarie grazie all'impegno di alcuni insegnanti dell'ITI fra i quali la socia Melandri Giovanna.
Nuova cartoguida ai sentieri dell'alto Appennino Tosco-Romagnolo realizzata interamente dalla Sezione faentina sui tipi dell'IGM 1:25.000, presentata alla cittadinanza il 20 ottobre 1986.
Nel marzo del 1987 la Sezione organizzerà la riunione del Convegno Tosco-Emiliano a Brisighella nella sala dell'Ente Terme, con l'intervento del Presidente Generale, Leonardo Bramanti. Nel corso dello stesso anno Gianni Pedrelli superò l'esame e divenne istruttore di alpinismo mentre Oscar Rava lo diventerà l'anno successivo. Nella riunione di Pisa del Novembre 1987, Luigi Rava verrà nominato Presidente del Convegno Tosco-Emiliano, carica che manterrà per oltre sei anni (fino al maggio 1994, anno in cui verrà eletto Consigliere centrale). Segretario del Convegno verrà nominato Solaroli Maurizio che affiancherà Rava nella conduzione dell'importante organo di collegamento fra le sezioni del CAI della Toscana e dell'Emilia-Romagna. Rinnovo del Consiglio Direttivo nell'Assemblea del 14 gennaio 1988. Eletti: Luigi Rava (Presidente), Giovanni Bisi (Vice Presidente), Maurizio Solaroli (Segretario-Economo), Michele Poponi, Gabriele Ferrini, Giuliano Valli, Italo Chesi, Pier Paolo Oriani e Paolo Ciani (Consiglieri). Sindaci Revisori: Paolo Tini, Franco Piazza e Renzo Rossi. Nel 1989 la Sezione organizzerà un corso di sci alpinismo e uno di arrampicata libera e verrà presentata a Tredozio la guida con cartografia escursionistica dei "Sentieri della vallata del Tramazzo" (con un bell'audiovisivo realizzato dal gruppo fotoamatori tredoziesi con il coordinamento di Massimo Biserni). Realizzati sedici percorsi ottimamente individuati, segnalati e descritti da Gabriele Ferrini. Sempre a Tredozio la Sezione di Faenza organizzerà una manifestazione denominata "Trekking in Romagna" con la presentazione della guida escursionistica di Libero Venzi del Gruppo Trekking Forlì, dal titolo: "Grande Circuito della Romagna" (ed. Tamari Montagna), con l'intervento di personalità politiche fra cui l'Assessore al turismo della Provincia di Forlì, i sindaci dei comuni di Tredozio e Portico di Romagna, di Oscar Tamari, Presidente della Delegazione CAI dell'Emilia-Romagna e dei trekkers Piero Amighetti (editore della rivista del trekking), Gianfranco Bracci e Alfonso Bietolini. Nello stesso anno la Sezione organizzò un corso di sci alpinismo e di avviamento alla montagna. Verso la fine dell'anno verrà svolto un corso di specializzazione alpinistica per istruttori, aiuto istruttori e istruttori sezionali.
Ancora un rinnovo del Consiglio Direttivo (per il biennio 1990/91). Eletti nell'Assemblea del 14 dicembre 1989: Luigi Rava (Presidente), Giovanni Bisi (Vice Presidente), Maurizio Solaroli (Segretario-Economo), Roberto Bandini, Giuliano Valli, Michele Poponi, Pier Luigi Dalla Vecchia, Paolo Ciani e Italo Chesi (Consiglieri). Sindaci Revisori: Paolo Tini, Franco Piazza e Renzo Rossi.
Nell'arco del biennio, oltre all'organizzazione dei corsi di sci alpinismo e roccia, la Sezione organizzerà escursioni sui sentieri dell'Appennino per accompagnare le scolaresche e promuoverà una sottoscrizione per aiutare la ricostruzione dell'Eremo di Gamogna. Ospiterà inoltre a Faenza (presso l'Hotel Cavallino) una riunione del Consiglio Nazionale del CAI.
Il 12 dicembre 1991 Assemblea per le elezioni del Consiglio Direttivo (per il biennio 1992/93). Eletti Luigi Rava (Presidente), Giovanni Bisi (Vice Presidente), Maurizio Solaroli (Segretario-Economo), Michele Poponi, Pier Luigi Dalla Vecchia, Paolo Ciani, Massimo Casadio, Vittorio Lega e Italo Chesi (Consiglieri). Sindaci Revisori: Paolo Tini, Franco Piazza e Renzo Rossi.
Oltre all'attività istituzionale organizzata ogni anno (corsi e segnalatura sentieri) la Sezione promuoverà un trittico di conferenze scientifiche in collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali: il primo anno dal titolo "Trilogia di ghiaccio" e l'anno successivo "Trilogia Himalaiana". Il 27 aprile 1993 sarà convocata un'Assemblea straordinaria dei soci per discutere ed approvare gli emendamenti portati al nuovo statuto, conformi alle indicazioni dello Statuto tipo nazionale, consistono nell'allungamento degli anni di validità del Consiglio Direttivo (tre anni invece di due) e nella non rieleggibilità del Presidente dopo due mandati triennali consecutivi. Installata una nuova bacheca all'inizio di Via Severoli (davanti al Palazzo del Governo).
Infine, nell'Assemblea del 21 dicembre 1993 si procederà nuovamente al rinnovo del Consiglio Direttivo (validità triennale 1994/96). Eletti: Luigi Rava (Presidente), Giovanni Bisi (Vice Presidente), Maurizio Solaroli (Segretario-Economo), Italo Chesi, Pier Luigi Dalla Vecchia, Massimo Casadio, Vittorio Lega, Fulvio Grandi e Michele Poponi (Consiglieri). Sindaci Revisori: Paolo Tini, Franco Piazza e Piero Pasini. Fulvio Grandi e Pier Luigi Dalla Vecchia rinunceranno all'incarico per consentire la nomina di Galiano Bosi (con il compito di aiutare Solaroli nelle mansioni di segreteria) e Ines Tagliaferri.
Grande impegno della Sezione nella realizzazione della carta escursionistica "Alto Appennino Faentino" attuata in collaborazione con il Servizio cartografico della Regione Emilia-Romagna sui tipi regionali 1:50.000 e, realizzata in collaborazione con la Sezione lotta di Faenza nella palestra "G.Lucchesi", una struttura per l'arrampicata sportiva denominata "Yellowstone", grazie all'apporto volontario di molti soci appassionati di alpinismo fra i quali è doveroso menzionare l'IA Gianni Pedrelli, Tiziano Ragazzini e Claudio Carboni. La gestione della struttura è stata affidata agli istruttori e agli aiuto istruttori di alpinismo della Sezione. Carta escursionistica e struttura per l'arrampicata sportiva hanno avuto il battesimo del Presidente Generale del CAI, Roberto De Martin in una simpatica giornata dedicata all'attività della nostra Sezione. Infine, all'inizio del 1995, le sezioni di Imola, Faenza e Ravenna hanno dato vita alla scuola di alpinismo, sci alpinismo e arrampicata sportiva denominata "Pietramora" e chiamato a dirigerla il neo Istruttore nazionale di Alpinismo, Andrea Farneti di Ravenna.
Tutto il resto è cronaca di questi giorni.
ELENCO DEI SOCI FONDATORI DELLA SOTTOSEZIONE DI FAENZA DEL
CLUB ALPINO ITALIANO
(Allegato alla richiesta per la costituzione della Sottosezione, presentata alla Sede Centrale del CAI dalla Sezione di Bologna il 4 maggio 1946)
Ordinario
Beltrani Giuseppe Faenza C. Mazzini, 80
Babini Marcello C. Garibaldi, 27
Borghesi Giuseppe C.Saffi, 8
Bucci Giovanni Via Filanda Vecchia
Braccolini Pietro Via XX Settembre
Bellenghi Roberto C. Baccarini
Collina Corrado Via Bondiolo
Celotti Trento C. Domizia
Caldesi Enrico C.Mazzini, 38
Cavalli Derna PS.Domenico, 18
De Faveri Ugo Via Zanelli, 4
Gaudenzi Doroteo Paz Libertà, 5
Gentilini Urbano Via Bertucci
Gentilini Luigi C.Saffi, 35
Guarducci Aldo Via C.Marcucci, 30
Grilli Giuseppina P.S.Domenico, 18
Laghi Pietro Via Bondiolo, 6
Laghi Giuseppe Via Naviglio, 13
Liverani Celestina C.Saffi, 6
Lama Caterina S.Savino, 18
Montanari Enrico Via Marescalchi
Missiroli Mario Via Naviglio, 17
Minarelli Marta Via Naviglio, 16
Mita Nino C.Mazzini, 78
Natalucci Lauro C.Mazzini, 173
Piazza Gino C.Garibaldi
Prezzinini Menotti S.M.dell'Angelo, 10
Polverigiani Vittorio C.Saffi
Rustichelli Giovanni C.Mazzini, 16
Silimbani Claudio Via Naviglio, 10
Silimbani Marcella Via Naviglio, 10
Silimbani Elena Via Naviglio, 10
Santolini Aldo Via Pistocchi, 7
Savorani Leandro C.Mazzini
Salmi Norma C.Mazzini, 75
Vespignani Francesco Via Naviglio, 13
Zanotti Federico C.Saffi, 8
Tosi Tita Via XX Settembre
Balella Luigi C.Mazzini
Foschini Fosco
Petroncini Sergio
Donati Guido
Ceccoli Pasquale Via S.M.dell'Angelo
Bucci Placci Elena
Montefiori Erminia
Babini Paolo C.Mazzini, 128
Brunetti Alberto Via Naviglio, 13
Bucci Roberto Via S.Marco Esterna
Cerchiari Giuseppe Via XX Settembre, 24
Bosi Pietro Via Naviglio Est
Liverani Elena Via Severoli, 16
Samorini Alberto C.Mazzini, 183
Seglias Alberto Via Bertucci, 2
Scuri Evolio C.Saffi
Pezzi Carlo
Bovelazzi Giuseppe
Laghi Mino
I NOSTRI PRESIDENTI
IL CONSIGLIO DIRETTIVO IN CARICA (1994 - 1996)
Presidente: Luigi Rava
Vice Presidente: Giovanni Bisi
Segretario-Economo: Galiano Bosi e Maurizio Solaroli
Consiglieri: Ines Tagliaferri, Italo Chesi, Michele Poponi, Massimo Casadio, Vittorio Lega e Nicoletta Filipponi.
I NOSTRI ISTRUTTORI
Istruttori di alpinismo: Pedrelli Giovanni, Bandini Ivan e Martini Enrico
Aiuto istruttori di alpinismo: Cesare Bentivoglio, Alessandro Bassi, Claudio Carboni, Tiziano Ragazzini, Luigi Mazzotti, Nicoletta Filipponi, Fabrizio Camurani, Marco Sardi, Enrico Mingozzi, Paolo Santoni
Istruttori di sci alpinismo: Chesi Italo e Lega Vittorio
Aiuto istruttori di sci alpinismo: Casadio Gabriele e Chesi Giorgio
Accompagnatori di escursionismo: Solaroli Maurizio, Bisi Giovanni e Fabbri Remo
Istruttori FASI: Marchi Alessandro e Bacchilega Simona
Giudici di gara di arrampicata sportiva: Pedrelli Giovanni e Baccarini Melania
SOCI CINQUANTENNALI E VENTICINQUENNALI
Soci cinquantennali: Zanotti Federico
Soci venticinquennali: Laghi Bruno, Cerchiari Giuseppe, Mita Nino, Salmi Norma, Mita, Tini Paolo, Babini Don Remo, Casadio Gabriele, Babini Piero, Melandri Leda, Biondi Pier Paolo, Gulmanelli Pier Giorgio, Montevecchi Silvano, Bentivoglio Ariano, Chesi Giorgio, Gurini Adriana, Savorani Sergio, Polisini Carla, Contarini Ettore, Melandri Giovanna, Chesi Italo, Pistorasi Rolando, Alberani Umberto, Argnani Gian Franco.
LE NOSTRE PUBBLICAZIONI
AA.VV.: "Guida ai sentieri dell'Appennino Tosco-Romagnolo, vallate del Lamone, Marzeno/Tramazzo e Senio" - CAI Faenza 1984 - Ed. Arti Grafiche Faenza (esaurita)
Carta escursionistica scala 1:75.000 allegata alla guida - Ed. Litografia Artistica Cartografica Firenze (esaurita)
AA.VV.: "Guida alla palestra di roccia di Pietramora e cenni sulle palestre di roccia dell'Appennino Romagnolo" - CAI sezioni di Faenza, Forlì e Imola 1984 - Ed. Coop. "A.Marabini" Imola
"Cartoguida escursionistica dei sentieri dell'Appennino Tosco-Romagnolo, vallate dell'alto Lamone, Campigno e Acerreta" scala 1:25.000 - CAI Faenza 1986 - Ed. Arti Grafiche Faenza (esaurita)
AA.VV.: "Guida ai sentieri escursionistici della vallata del Tramazzo e Alpe di San Benedetto" - Gruppo tredoziese CAI Faenza 1988 - Ed. Offset Ragazzini Faenza (esaurita)
Carta escursionistica scala 1:25.000 allegata alla guida - Ed. Arti Grafiche Faenza (esaurita)
L.Rava - A.Zambrini: "Marradi Alto Mugello" - Trekking A.M. con i sentieri escursionistici dell'Appennino Tosco-Romagnolo, vallate dell'alto Lamone, Campigno e Acerreta - Tamari Montagna Ed. Bologna 1991
AA.VV.: "Sui sentieri dell'Appennino Tosco-Romagnolo, vallate del Senio e Sintria, Lamone, Marzeno e Tramazzo, alto Montone" - ISCOM Ravenna, CAI Faenza, ASCOM Faenza 1993 - Ed. Ditta Grafiche MDM Forlì (esaurita)
Cartoguida escursionistica "Alto Appennino Faentino" scala 1:50.000 - Serv. Cartografico Regione Emilia-Romagna e CAI Faenza 1995 - Ed. SELCA Firenze
"Bollettino CAI Faenza" periodico di informazione quadrimestrale della Sezione. Direttore responsabile Tampieri Prof. Domenico. Fotocomposizione e impaginazione 3F Fotonneccanica Leonardi Faenza; stampa Arti Grafiche Faenza. Viene inviato gratuitamente ai Soci, alle sezioni CAI del Convegno Tosco-Emiliano-Romagnolo, a personalità civili e militari della Regione Emilia-Romagna, a Enti e Associazioni, circoli, scuole e organi di stampa del comprensorio faentino e lughese.
STORIA DELLA SEZIONE – SESSANTA ANNI
Il nostro CAI, le nostre montagne
di Luigi Rava (GISM)
Come annunciato nel bollettino del primo quadrimestre, la nostra Sezione si accinge a celebrare quest’anno i 60 anni di fondazione, con una serie di manifestazioni promosse dal Consiglio Direttivo che riportiamo in questo bollettino con avviso a parte. Sessant’anni di vita sono un traguardo importante che non può tradursi in semplici amarcord come l’esiguo spazio del nostro bollettino ci consente: sessant’anni, per una Associazione come la nostra, rappresentano un insieme di storie e avvenimenti di vicende, tristi e liete, che hanno accompagnato il cammino di quanti, lungo i difficili sentieri della convivenza, hanno cercato di dare un senso al loro andar per monti, sforzandosi di capirli e amarli.
Sono molte le storie che meriterebbero di essere raccontate e che si sono succedute, ancor prima dell’anno di nascita della Sezione, da alpinisti faentini del calibro di Virgilio Neri (“Vargéli”), di cui proprio nell’anno in corso ricorre il centenario dalla nascita, suo fratello Italo, Corrado Collina, Francesco Vespignani (“Checco”), Giovanni e Anna Vicchi, Mario Missiroli (primo Presidente della Sottosezione CAI Faenza), , Roberto e Nino Seglias, Tristano Amadesi, "Teo" Gaudenzi e Federico Zanotti (socio fondatore e per anni Past Presidente della Sezione). Da non dimenticare un altro appassionato di montagna, Arturo Tanesini, alpinista di gran vaglia e eccellente scrittore di montagna, che all'inizio degli anni trenta lasciò la natia Faenza per approdare a Bolzano e dar vita all'attività professionale di trasporti funiviari.
Tutte storie e ricordi intrisi di tanta umanità che meritano sentimenti di riconoscenza. Innanzitutto, ma non solo. Meritano anche coinvolgimento intellettuale per capire, riscoprire e conoscere le fasi che hanno costruito e contraddistinto la vita del CAI a Faenza. Queste poche righe non sono solo storie di uomini e di passioni, di fatti e di azioni, vogliono essere una breve retrospettiva dei momenti organizzativi, sociali e progettuali di una comunità cittadina che in pochi altri ambiti, come in quello rappresentato dalla montagna e dal suo sentimento, è riuscita a sviluppare. Qualcuno, mi auguro, fra quarant’anni – in occasione del primo centenario – riuscirà a “legare” insieme queste storie con gli alti e i bassi, con le luci e le ombre dove ritrovare, pur nel susseguirsi di problemi e di difficoltà, il senso dell’impegno delle generazioni che ci hanno preceduto.
Tuttavia, queste poche righe, seppur ridotte a semplici flash e a qualche box, vogliono essere un omaggio che la nostra Sezione offre a quanti credono negli ideali che la montagna rappresenta, una montagna “senza confini”, senza steccati e divisioni, dove gli uomini possono incontrarsi, capirsi, lavorare insieme per costruire una società migliore. Un omaggio a coloro che hanno saputo attraversare anni non facili ma, al di là dei successi e delle sconfitte registrati, è indubbio che questa esperienza umana e civile, non solo ci ha fornito utili insegnamenti, ma ci ha fatto crescere e maturare.
Sono stati sessant’anni di generoso e continuo impegno nel sostenere le molteplici attività promosse e sviluppate dalla nostra sezione, per diffondere l’amore per la montagna insegnando a conoscerla, rispettarla, amarla e difenderla. Tutto sommato – mi piace affermarlo con un pizzico di orgoglio - sono stati sessant’anni spesi bene se è vero, com'è vero, che la nostra Sezione più invecchia e più ringiovanisce. Un intenso tessuto associativo e sociale proiettato più ad innalzare che a vivacchiare con attività meramente ricreative. Per dirla col Past President generale, Roberto De Martin, se guardiamo al nostro passato possiamo essere soddisfatti di come siamo riusciti a colloquiare con le generazioni più diverse che si sono succedute nella vita della nostra Sezione, e di come abbiamo saputo interpretare le esigenze legate agli ambienti montani e alle popolazioni che in questi ambienti vivono.
Dalle pagine del nostro bollettino (anch'esso ultra venticinquennale), quasi come in un film, si svolge il celere avvicendarsi di uomini e di avvenimenti che hanno fatto la storia della nostra Sezione e della nostra comunità. Uomini e donne che, in momenti e tempi diversi, hanno lavorato in silenzio, con umiltà ma soprattutto, con grande passione e dedizione. A tutti loro, in particolare a quanti ci hanno lasciati, sentiamo il dovere di esprimere un riconoscente pensiero e un doveroso ringraziamento.
Questa ricorrenza è dedicata soprattutto a loro.
La scuola di alpinismo e sci alpinismo "Pietramora": dodici anni di scuola di montagna.
Proprio così, dodici anni fa si costituì in Romagna una scuola di alpinismo e sci alpinismo fra le sezioni CAI di Ravenna, Imola, Faenza con l'adesione, in seguito, della Sezione di Rimini. La scuola, composta dagli istruttori delle quattro sezioni, venne denominata "Pietramora" dalla località poco a monte di Faenza, dove esiste una falesia presso la quale gli appassionati di alpinismo sono andati per anni ad arrampicare.
La scuola, tramite il suo nutrito corpo di istruttori (sono 48 tra istruttori nazionali, interregionali, sezionali), promuove ogni anno corsi di alpinismo (roccia, ghiaccio, arrampicata libera) e sci alpinismo.
Dal 24 novembre del 1994, scrive Nicoletta Filipponi, istruttore Nazionale di Alpinismo ed ex Direttore della scuola, siamo cresciuti, siamo più professionali e certamente più amici e più affiatati. Abbiamo sciato e arrampicato insieme, discusso su aspetti tecnici, filosofici e pratici. Qualcuno nel corso degli anni ha deciso di ritirarsi, altri si sono aggregati e a questi ultimi i "veci" hanno riservato il loro sapere: sapere che se a prima vista viene attribuito solo alla persona che lo trasmette, è in realtà il frutto di un lavoro comune e di sinergie di gruppo: "sapere" che fa della scuola "Pietramora" una delle più belle e grandi realtà delle scuole esistenti in Toscana e in Emilia - Romagna.
Il muro di arrampicata "Yellowstone" climbing wall.
Contemporaneamente alla scuola "Pietramora", nel 1994 la Sezione faentina del CAI e la Sezione lotta "G. Lucchesi" hanno realizzato una struttura per l'arrampicata sportiva che è stata collocata all'interno della palestra di lotta. La struttura, interamente progettata e realizzata dagli istruttori di alpinismo della nostra Sezione, è stata denominata "Yellowstone" climbing wall.
Col passare degli anni la struttura è cresciuta con l'aggiunta di ulteriori difficoltà come il "tetto" e altri passaggi previsti dal regolamento FASI.
La palestra indoor è aperta dal mese di ottobre a primavera inoltrata dell'anno successivo. Si svolgono corsi di preparazione all'arrampicata per bambini e per adulti, con l'assistenza degli istruttori Yellowstone, con particolare attenzione ai principianti che desiderano imparare a muoversi correttamente su pareti artificiali o naturali, con le tecniche di progressione fondamentali ed evolute.
Acquisita dalla Sezione una struttura mobile per l'arrampicata sportiva.
I faentini l'hanno vista in opera in varie occasione in Piazza del Popolo oppure in occasione di qualche sagra o festival. E' alta sei metri ed è costruita con una ossatura in tubolare di ferro con un fronte di quattro metri, rivestito di pannelli sui quali sono infisse le prese disposte dagli istruttori di alpinismo, in base a varie difficoltà. Progettata dalla Ditta SINT ROC di Trento, dopo alcuni noleggi, è stata definitivamente acquisita dalla Sezione.
La nuova guida escursionistica: "Dalla Futa all'Acquacheta" realizzata in collaborazione fra le sezioni di Faenza e Imola.
Era un'esigenza sentita da tempo. La realizzazione di una guida escursionistica dell'Appennino faentino e imolese con annessi i territori della Romagna-Toscana nei quali le due Sezioni operano. I territori, per certi aspetti simili fra loro, sono compresi tra il Sillaro e il Montone e tra la Via Emilia e il crinale spartiacque appenninico tra Romagna e Toscana. Ma, in particolare, si voleva realizzare una pubblicazione che oltre ai percorsi escursionistici e quelli in mountain bike, descrivesse il territorio nelle sue peculiarità morfologiche, geologiche, floristiche, faunistiche, meteorologiche, le trasformazioni che l'uomo, col passare degli anni, vi ha prodotto ed infine le vicende storiche ed economiche che lo hanno segnato. Si è così realizzato, con la guida, uno strumento utile per la scoperta e la fruibilità del territorio e alla promozione di un turismo sociale di minimo impatto.
Il successo della guida è andato oltre ogni più rosea previsione: le prime 3.500 copie sono andate esaurite in poco più di tre mesi e mezzo e si è reso necessario il ricorso ad una seconda ristampa.
Gli Accompagnatori di Escursionismo sezionali e i corsi di escursionismo.
Con la formazione degli Accompagnatori di Escursionismo la Sezione ha organizzato, in questi ultimi dieci anni, cinque corsi di abilitazione all'accompagnamento in ambiente innevato, hanno anche organizzato un primo corso di escursionismo invernale con racchette da neve.
L'opera preziosa degli Accompagnatori di Escursionismo sezionali è rivolta in particolare ai neofiti per le prime nozioni tecniche e comportamentali di avviamento alla montagna ma è anche una garanzia per l'accompagnamento delle escursioni domenicali in cui l'esperienza escursionistica - come manifestazione dell'alpinismo più vero - assume oggi un significato più intimista e personale alla scoperta del territorio; un mix di natura e cultura.
Le nostre escursioni più celebrate.
L'attività escursionistica è prevalente rispetto alle attività che la Sezione svolge nell'arco dell'anno. Per rendere più "appetitoso il menù" vengono inserite annualmente nei programmi nuove mete a volte al di fuori di itinerari noti e questo per dare ai soci una conoscenza più vasta della diversità degli ambienti. Si tratta di un gran numero di escursioni organizzate ogni anno per soci e, in qualche occasione, anche per i non soci. Uscite collettive in ambienti montani alcune delle quali con gli studenti delle scuole inferiori e superiori.
In questi ultimi dieci anni ricordiamo le escursioni compiute dall'Argentera al Marguareis, dal Monviso al Mercantour, ai ghiacciai del Monte Bianco, Gran Paradiso e Monte Rosa. Dalle tredici vette delle Alpi Centrali alle più famose Dolomiti e alle meno conosciute Alpi Carniche e Giulie. Poi gli Appennini con i Monti della Laga, il Gran Sasso, la Costiera Amalfitana, la Majella, il Pollino, l'Aspromonte, l'Etna e le Isole Eolie. Un appuntamento ormai tradizionale è l'escursione che viene proposta in autunno inoltrato per ammirare il giallo dei larici.
Ma una attenzione particolare viene riservata al nostro Appennino. Negli ultimi anni sono stati ripristinati e segnalati con apposite bacheche alcuni itinerari che vanno sotto il nome di "sentieri della memoria". Questi percorsi sono stati realizzati per ricordare il sacrificio di tanti che hanno combattuto sui monti durante la lotta di liberazione: "Il sentiero dei partigiani", che si snoda nell'ampia vallata di Purocielo con il piccolo museo partigiano di Cà di Malanca e il tratto "San Valentino-Cà Cornio", nell'alta vallata del Tramazzo, dove avvenne l'eccidio dei maggiori esponenti della brigata Corbari. Di questi itinerari sono stati realizzati due pieghevoli illustrativi.
L'attività di manutenzione dei percorsi escursionistici nell'Appennino faentino e Tosco-Romagnolo.
La nostra Sezione contribuisce a mantenere in efficienza ben 420 chilometri di percorsi escursionistici riscoperti e opportunamente segnalati lungo le dorsali dell'Appennino faentino e Tosco-Romagnolo. Ben 110 chilometri di questi sono inclusi nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (Alto Tramazzo), col quale la Sezione ha in essere una convenzione per la manutenzione ordinaria. E' merito dell'opera volontaria dei soci se oggi gli appassionati di escursionismo possono usufruire di una rete così imponente di sentieri che è stata realizzata in collaborazione con gli Enti locali. Da questo impegno sono nate pubblicazioni edite in proprio ormai esaurite ma altre, come la carta escursionistica n. 8 dell'Appennino faentino, realizzata in collaborazione con il Servizio Cartografico della Regione Emilia-Romagna in scala 1:50.000, sono ancora oggi in commercio. Con il continuo aggiornamento dei dati relativi a tali percorsi il Servizio cartografico regionale ha potuto creare il catasto dei sentieri con la redazione di undici carte tematiche dell'intera fascia appenninica.
In base ai dati sui sentieri forniti dalle sezioni CAI emiliano-romagnole, il Servizio Sistemi Informativi Geografici della Regione Emilia-Romagna ha realizzato in internet il sito "sentieriweb" ove tali dati sono consultabili on line, rendendo possibile il download dei files anche dei singoli percorsi, sia agli abituali utenti istituzionali delle basi dati regionali che al più vasto pubblico amatoriale, che potrà acquistarli e scaricarli direttamente sui GPS.
Lo stesso Servizio Sistemi Informativi Geografici della Regione Emilia - Romagna ha realizzato un DVD che contiene i dati vettoriali dei sentieri segnalati nel territorio regionale, destinato alla divulgazione delle informazioni concernenti la rete escursionistica emiliano - romagnola. Questo nuovo ulteriore prodotto vuole mettere a disposizione degli utenti, sia che si tratti di escursionisti che di tecnici degli Enti Locali, i dati originali nel formato a ciascuno più congeniale.
Le manifestazioni culturali.
Ogni anno la Sezione organizza incontri di vari argomenti con personaggi del mondo alpinistico, speleologico ed esponenti del mondo culturale legati alla montagna. Mostre, conferenze, audiovisivi, filmati d'epoca, con il coinvolgimento e la collaborazione di Enti pubblici e privati del comprensorio faentino. Da ricordare le conferenze del friulano Cirillo Floreanini, componente della spedizione italiana al K2, Silvio Mondinelli ("Gnaro"), in procinto di completare i quattordici ottomila, i trekker Bracci e Bietolini ideatori della GEA, un trekkin che corre a cavallo della dorsale appenninica che separa la Toscana dall'Emilia-Romagna, e all'indimenticato audiovisivo realizzato dai soci della Sezione dal titolo: "Appennino, natura, forma, colore", il cannobino Teresio Valsesia, trekker e scrittore di montagna autore di due edizioni del Sentiero Italia e tanti altri. Un buon successo di pubblico ha fatto registrare la rassegna estiva "CinemaMontagna", e gli incontri con gli autori di spedizioni che si tiene ogni anno nella Piazza Nenni.
Nel centro Sociale di Palazzo Laderchi, in collaborazione con l'UOEI, si tiene un ciclo di conferenze con audiovisivi nei mesi invernali. Infine i cori di montagna che hanno concluso ogni importante manifestazione della nostra Sezione fra i quali preme ricordare il coro trentino del SOSAT che ha tenuto un concerto a Faenza nel 2002, in occasione delle manifestazione promosse per celebrare l'Anno Internazionale delle Montagne promosso dall'ONU e dalla FAO.
ALBO D'ORO
Cognome, Nome, Anno di prima iscrizione, Anzianità associativa
Zanotti Federico 1947 60
Tini Paolo 1952 55
Regazzi Italo 1955 52
Casadio Gabriele 1962 45
Babini Piero 1965 42
Dari Paolo 1966 41
Gulmanelli Pier Giorgio
Chesi Giorgio 1968 39
Gurini Adriana
Melandri Leda
Polisini Carla 1969 38
Savorani Sergio
Contarini Ettore 1970 37
Chesi Italo 1971 36
Pistoresi Rolando
Argnani Gian Franco 1972 35
Albonetti Gabriella 1974 33
Catani Benito
Baldi Francesco
Budellazzi Luciana
Alberani Umberto 1975 32
Conti Carlo Antonio
Dari Paolo
Girelli Pierluigi
Mazzolini Gabriele
Melandri Giovanna
Poponi Michele
Tassinari Roberto
Zucchini Carlo
Benedetti Fidalma 1976 31
Bettoli Ermanno
Gentilini Roberto
Gentilini Giuliano
Grementieri Filomena
Nicolai Maura
Rava Luigi
Rava Oscar
Callegati Pasquale 1977 30
Farolfi Giovanna
Melloni Luigi
Pederzoli Teresa
Solaroli Maurizio
Storti Rosanna
Valli Giuliano 1978 29
Battaglia Oreste
Benelli Sante 1979 28
Ceroni Renzo
Federici Giovanni
Plazzi Gian Carlo
Ricci Gianni
Tampieri Domenico
Tumaini Ilde
Alberani Cosimo
Ballardini Luigi 1980 27
Bettoli Valeria
Cassadonte Renata
Donati Giovanni
Fattori Paolo
Lega Vittorio
Pedrelli Gianni
Piazza Franco
Ragazzini Sergio
Spazzoli Rita
Tumaini Giordana
Vecchi Enzo
Asioli Marzia
Casadio Marco 1981 26
Casanova Piero
Cellini Angelo
Farinelli Alberto
Garuti Angela
Melandri Valerio
Patuelli Claudio
Alberghi Andrea
Bisi Giovanni 1982 25
Bombardini Mario
Ravaglia Mario
Santoni Paolo
Tura Gian Carlo
Bandini Daniele
Casadio Bruno
Ferretti Gabriella
Forlivesi M. Rosa
Ghirardini Evaristo
Graziani Ruggero
Minardi Marco
Molinotti Marta
Naldi Giovanni
Oriani Pierpaolo
Parenti Sergio
Pasini Piero
Raggi Paolo
Savorani Anna
Scarpa Franco
Scheda Roberto
Stagnani Luigi
Tozzola Gian Luigi
Zerbato Giuseppe