La sede della Sezione Cai di Faenza APS è aperta ogni giovedì dalle 20.30 alle 23.30 in Corso Matteotti, 4/3.

In sede i soci si riuniscono per socializzare e accordarsi per le escursioni proposte in programma.

La Sezione Cai di Faenza APS è aperta anche il sabato dalle 10 alle 12.

LA STORIA DELLA NOSTRA SEZIONE

Tappe principali

Un po’ di storia

La Sezione di Faenza del Club Alpino Italiano, nata ufficialmente nel 1947, affonda le sue radici negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale con l"attività svolta da Virgilio Neri, Accademico del CAI e personaggio di spicco dell"alpinismo e dello sci nazionale, e da alcuni appassionati sciatori ed escursionisti faentini fra cui Federico Zanotti, Teo Gaudenzi, Claudio Silimbani, Giuseppe Cerchiari, Leandro Savorani, Giovanni Bucci e altri.

Proprio a Zanotti e Silimbani, entrambi studenti universitari che nel 1946 frequentavano la Sezione del CAI di Bologna, nacque l"idea di portare a Faenza una Sottosezione del Club Alpino Italiano, per dare maggior sostegno alle attività legate alla montagna e che venivano praticate da un sempre crescente numero di faentini. La richiesta di costituzione fu sottoscritta nell"aprile 1946 da cinquantasette proponenti (di cui quarantotto Soci CAI e nove nuovi Soci) ed inoltrata a Milano tramite la Sezione di Bologna.

In data 9 maggio 1946 la Sede Centrale rilasciò il nulla osta per la costituzione della nuova Sottosezione, che nominò un proprio esecutivo composto da Mario Missiroli (Reggente), Urbano Gentilini (Segretario), e i Consiglieri Tita Tosi, Federico Zanotti, Corrado Collina, Giuseppe Beltrami e Luigi Balella. Il recapito fu inizialmente posto presso la tabaccheria Marabini in Piazza del Popolo, e successivamente trasferito presso il negozio di drogheria di Teo Gaudenzi.

Nel giro di pochi mesi la Sottosezione superò le cento unità, numero minimo necessario per trasformarsi in Sezione. Il 20 novembre 1947 il Dott. Collina inoltrò alla Sede Centrale la richiesta di trasformazione, ratificata dal Consiglio Centrale nella riunione di Varese del novembre 1947.

Il 21 gennaio 1948 fu indetta la prima Assemblea Generale dei Soci, nel corso della quale fu eletto il primo Consiglio Direttivo della Sezione CAI di Faenza:

  • Presidente: Giovanni Vicchi
  • Vice Presidente: Luigi Balella
  • Segretario-economo: Urbano Gentilini
  • Consiglieri: Giuseppe Polverigiani, Federico Zanotti, Goffredo Tosi, Corrado Collina, Teo Gaudenzi, Antonietta Conti

Gli anni Cinquanta e Sessanta

Durante gli anni cinquanta e sessanta la Sezione fu caratterizzata da una intensa attività sciistica ed escursionistica in Appennino e in Dolomiti. Anche nelle colline a ridosso della città venivano organizzate gare come i campionati faentini di sci di fondo escursionistico con partenza e arrivo alle Case Grandi di Errano. La Sezione si sviluppò grazie all"apporto di soci come l"Avv. Medri, Antonio dell"Aquila, Antonio Calderoni, Carlo Zucchini, Francesco Ceroni e Carlo Cova, insieme agli onnipresenti Federico Zanotti e Teo Gaudenzi. Numerosa la partecipazione a gare e manifestazioni sciistiche anche a carattere internazionale nell"Appennino Tosco Emiliano e nelle Alpi.

Gli anni Settanta

Verso la fine degli anni sessanta e l"inizio degli anni settanta aderirono alla Sezione alcuni arrampicatori e un gruppo di speleologi, fra i quali Casadio Gabriele, i fratelli Chesi (Italo, Giorgio e Rodolfo), Biondi Pier Paolo, Lusa Antonio, Babini Piero, Leoncavallo Giovanni, Bentivoglio Ariano e Peroni Primo. Gli alpinisti si distinsero con arrampicate lungo le più note vie nelle Dolomiti di Brenta; gli speleologi parteciparono a importanti spedizioni nazionali e svolsero un"intensa attività di esplorazione e censimento delle cavità ipogee della Vena del Gesso.

All"inizio del 1976 Pier Paolo Biondi venne eletto Presidente. Il Consiglio Direttivo era composto da:

  • Vice Presidente: Giovanni Leoncavallo
  • Segretario: Antonio Lusa
  • Economo: Ariano Bentivoglio
  • Consiglieri: Italo Chesi, Vincenzo Ricciardi, Federico Zanotti

Il 17 marzo 1976 fu approvato il primo statuto sezionale, che prevedeva la validità biennale per il Consiglio Direttivo. In quegli anni ebbe inizio l"attività di segnaletica e manutenzione dei sentieri dell"Appennino Tosco-Romagnolo, in accordo con le sezioni di Imola, Forlì e Firenze. La segnaletica fu realizzata con segnavia bianco-rossi e numerazione dispari per il versante emiliano-romagnolo, con prefisso 1 per il territorio faentino.

Nell"ottobre 1977 morì il Segretario Antonio Lusa. Per ricordarlo, insieme allo speleologo Lanzoni del CAI di Imola, la Sezione decise di costruire un bivacco sul Monte Corchia (Alpi Apuane), progettato dallo speleologo Carlo Azzali. Nel febbraio 1979 la Commissione Tutela Ambiente Montano Toscana contestò la realizzazione del bivacco; la controversia, portata in Consiglio Centrale, si concluse con la rimozione di qualsiasi riferimento al CAI dalla struttura. In seguito a questa decisione, Pier Paolo Biondi rassegnò le dimissioni da Presidente.

Nei primi giorni di dicembre 1979 il nuovo Consiglio Direttivo elesse Silvano Montevecchi Presidente. Durante il 1980 si tenne il primo corso di avviamento alla montagna e fu avviata la realizzazione di vie di arrampicata e di una piccola ferrata alla Pietramora. Nel luglio 1980 Vincenzo Ricciardi e il figlio Ugo di undici anni persero la vita durante un"escursione sulla ferrata del Sass Rigàis nelle Odle; la Sezione li ricorderà con una targa affissa nella chiesetta presso il Col de Raiser.

Gli anni Ottanta

Nel 1981 venne completata la segnaletica del percorso montano da Faenza alla Colla di Casaglia, denominato "Sgambata dei crinali" di circa settantacinque chilometri. Nello stesso anno, nel febbraio, un gruppo di soci della Sezione costituì una Sottosezione a Ravenna (che si trasformerà in Sezione autonoma all"inizio del 1984) e, nei primi giorni del 1983, si costituì la Sottosezione di Lugo, tuttora parte integrante della Sezione faentina.

Nel corso degli anni ottanta la Sezione ampliò significativamente la propria attività:

  • 1982 — Il Bollettino CAI Faenza cambiò veste, crescendo fino alla forma di una piccola rivista, con la direzione del Prof. Domenico Tampieri
  • 1983 — Nuova sede in Palazzo Laderchi, in coabitazione con la Sezione faentina dell"UOEI
  • 1984 — Un folto gruppo di escursionisti percorse l"intero itinerario della GEA (Grande Escursione Appenninica); Bassi Alessandro e Bandini Roberto ottennero il patentino di istruttore di alpinismo
  • 1985 — Spedizione sul Kilimangiaro; primo corso sezionale di sci alpinismo sotto la guida di Italo Chesi
  • 1986 — Festeggiamenti per il 40° di fondazione; acquisto di ARVA per i corsi di sci alpinismo; nuova cartoguida ai sentieri dell"alto Appennino Tosco-Romagnolo
  • 1987 — Gianni Pedrelli divenne istruttore di alpinismo; Luigi Rava fu nominato Presidente del Convegno Tosco-Emiliano, carica che mantenne per oltre sei anni
  • 1989 — Presentazione della guida escursionistica dei "Sentieri della vallata del Tramazzo" con cartografia realizzata da Gabriele Ferrini; organizzazione della manifestazione "Trekking in Romagna" a Tredozio

Gli anni Novanta

Nei primi anni novanta la Sezione promosse un trittico di conferenze scientifiche in collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali: "Trilogia di ghiaccio" e "Trilogia Himalaiana". Il 27 aprile 1993 un"Assemblea straordinaria approvò le modifiche allo statuto: allungamento del mandato del Consiglio Direttivo da due a tre anni e non rieleggibilità del Presidente dopo due mandati consecutivi.

Gli anni novanta videro la realizzazione di due importanti progetti:

  • La carta escursionistica "Alto Appennino Faentino" realizzata in collaborazione con il Servizio Cartografico della Regione Emilia-Romagna
  • La struttura per l"arrampicata sportiva "Yellowstone", realizzata nella palestra "G. Lucchesi" in collaborazione con la Sezione lotta di Faenza, grazie al lavoro volontario di numerosi soci fra cui l"IA Gianni Pedrelli, Tiziano Ragazzini e Claudio Carboni

Entrambe le realizzazioni furono inaugurate dal Presidente Generale del CAI, Roberto De Martin. All"inizio del 1995 le sezioni di Imola, Faenza e Ravenna diedero vita alla scuola di alpinismo, sci alpinismo e arrampicata sportiva denominata "Pietramora", affidata alla direzione del neo Istruttore Nazionale di Alpinismo Andrea Farneti di Ravenna.

Tutto il resto è cronaca di questi giorni.

Soci fondatori della Sottosezione di Faenza

Allegato alla richiesta per la costituzione della Sottosezione, presentata alla Sede Centrale del CAI dalla Sezione di Bologna il 4 maggio 1946.

Soci ordinari

  • Beltrani Giuseppe — C. Mazzini, 80
  • Babini Marcello — C. Garibaldi, 27
  • Borghesi Giuseppe — C. Saffi, 8
  • Bucci Giovanni — Via Filanda Vecchia
  • Braccolini Pietro — Via XX Settembre
  • Bellenghi Roberto — C. Baccarini
  • Collina Corrado — Via Bondiolo
  • Celotti Trento — C. Domizia
  • Caldesi Enrico — C. Mazzini, 38
  • Cavalli Derna — P.S. Domenico, 18
  • De Faveri Ugo — Via Zanelli, 4
  • Gaudenzi Doroteo — P.za Libertà, 5
  • Gentilini Urbano — Via Bertucci
  • Gentilini Luigi — C. Saffi, 35
  • Guarducci Aldo — Via C. Marcucci, 30
  • Grilli Giuseppina — P.S. Domenico, 18
  • Laghi Pietro — Via Bondiolo, 6
  • Laghi Giuseppe — Via Naviglio, 13
  • Liverani Celestina — C. Saffi, 6
  • Lama Caterina — S. Savino, 18
  • Montanari Enrico — Via Marescalchi
  • Missiroli Mario — Via Naviglio, 17
  • Minarelli Marta — Via Naviglio, 16
  • Mita Nino — C. Mazzini, 78
  • Natalucci Lauro — C. Mazzini, 173
  • Piazza Gino — C. Garibaldi
  • Prezzinini Menotti — S.M. dell’Angelo, 10
  • Polverigiani Vittorio — C. Saffi
  • Rustichelli Giovanni — C. Mazzini, 16
  • Silimbani Claudio — Via Naviglio, 10
  • Silimbani Marcella — Via Naviglio, 10
  • Silimbani Elena — Via Naviglio, 10
  • Santolini Aldo — Via Pistocchi, 7
  • Savorani Leandro — C. Mazzini
  • Salmi Norma — C. Mazzini, 75
  • Vespignani Francesco — Via Naviglio, 13
  • Zanotti Federico — C. Saffi, 8
  • Tosi Tita — Via XX Settembre
  • Balella Luigi — C. Mazzini
  • Foschini Fosco
  • Petroncini Sergio
  • Donati Guido
  • Ceccoli Pasquale — Via S.M. dell’Angelo
  • Bucci Placci Elena
  • Montefiori Erminia
  • Babini Paolo — C. Mazzini, 128
  • Brunetti Alberto — Via Naviglio, 13
  • Bucci Roberto — Via S. Marco Esterna
  • Cerchiari Giuseppe — Via XX Settembre, 24
  • Bosi Pietro — Via Naviglio Est
  • Liverani Elena — Via Severoli, 16
  • Samorini Alberto — C. Mazzini, 183
  • Seglias Alberto — Via Bertucci, 2
  • Scuri Evolio — C. Saffi
  • Pezzi Carlo
  • Bovelazzi Giuseppe
  • Laghi Mino

I nostri presidenti

  1. Missiroli Mario (Reggente della Sottosezione) — 1946
  2. Collina Corrado (Reggente della Sottosezione) — 1947
  3. Vicchi Giovanni — 1948
  4. Zanotti Federico — 1949–1974
  5. Biondi Pier Paolo — 1975–1979
  6. Montevecchi Silvano — 1980–1985
  7. Rava Luigi — 1986

Consiglio direttivo 1994-1996

  • Presidente: Luigi Rava
  • Vice Presidente: Giovanni Bisi
  • Segretario-Economo: Galiano Bosi e Maurizio Solaroli
  • Consiglieri: Ines Tagliaferri, Italo Chesi, Michele Poponi, Massimo Casadio, Vittorio Lega e Nicoletta Filipponi

I nostri istruttori

  • Istruttori di alpinismo: Pedrelli Giovanni, Bandini Ivan e Martini Enrico
  • Aiuto istruttori di alpinismo: Cesare Bentivoglio, Alessandro Bassi, Claudio Carboni, Tiziano Ragazzini, Luigi Mazzotti, Nicoletta Filipponi, Fabrizio Camurani, Marco Sardi, Enrico Mingozzi e Paolo Santoni
  • Istruttori di sci alpinismo: Chesi Italo e Lega Vittorio
  • Aiuto istruttori di sci alpinismo: Casadio Gabriele e Chesi Giorgio
  • Accompagnatori di escursionismo: Solaroli Maurizio, Bisi Giovanni e Fabbri Remo
  • Istruttori FASI: Marchi Alessandro e Bacchilega Simona
  • Giudici di gara di arrampicata sportiva: Pedrelli Giovanni e Baccarini Melania

Soci cinquantennali e venticinquennali

  • Soci cinquantennali: Zanotti Federico
  • Soci venticinquennali: Laghi Bruno, Cerchiari Giuseppe, Mita Nino, Salmi Norma, Mita Tini Paolo, Babini Don Remo, Casadio Gabriele, Babini Piero, Melandri Leda, Biondi Pier Paolo, Gulmanelli Pier Giorgio, Montevecchi Silvano, Bentivoglio Ariano, Chesi Giorgio, Gurini Adriana, Savorani Sergio, Polisini Carla, Contarini Ettore, Melandri Giovanna, Chesi Italo, Pistorasi Rolando, Alberani Umberto e Argnani Gian Franco

Le nostre pubblicazioni

  • AA.VV.: Guida ai sentieri dell’Appennino Tosco-Romagnolo, vallate del Lamone, Marzeno/Tramazzo e Senio — CAI Faenza 1984 — Ed. Arti Grafiche Faenza (esaurita)
    Carta escursionistica scala 1:75.000 allegata alla guida — Ed. Litografia Artistica Cartografica Firenze (esaurita)
  • AA.VV.: Guida alla palestra di roccia di Pietramora e cenni sulle palestre di roccia dell’Appennino Romagnolo — CAI sezioni di Faenza, Forlì e Imola 1984 — Ed. Coop. «A. Marabini» Imola
  • Cartoguida escursionistica dei sentieri dell’Appennino Tosco-Romagnolo, vallate dell’alto Lamone, Campigno e Acerreta scala 1:25.000 — CAI Faenza 1986 — Ed. Arti Grafiche Faenza (esaurita)
  • AA.VV.: Guida ai sentieri escursionistici della vallata del Tramazzo e Alpe di San Benedetto — Gruppo tredoziese CAI Faenza 1988 — Ed. Offset Ragazzini Faenza (esaurita)
    Carta escursionistica scala 1:25.000 allegata alla guida — Ed. Arti Grafiche Faenza (esaurita)
  • L. Rava – A. Zambrini: Marradi Alto Mugello — Trekking A.M. con i sentieri escursionistici dell’Appennino Tosco-Romagnolo, vallate dell’alto Lamone, Campigno e Acerreta — Tamari Montagna Ed. Bologna 1991
  • AA.VV.: Sui sentieri dell’Appennino Tosco-Romagnolo, vallate del Senio e Sintria, Lamone, Marzeno e Tramazzo, alto Montone — ISCOM Ravenna, CAI Faenza, ASCOM Faenza 1993 — Ed. Grafiche MDM Forlì (esaurita)
  • Cartoguida escursionistica «Alto Appennino Faentino» scala 1:50.000 — Serv. Cartografico Regione Emilia-Romagna e CAI Faenza 1995 — Ed. SELCA Firenze
  • Bollettino CAI Faenza — periodico di informazione quadrimestrale della Sezione. Direttore responsabile: Prof. Tampieri Domenico. Viene inviato gratuitamente ai Soci, alle sezioni CAI del Convegno Tosco-Emiliano-Romagnolo, a personalità civili e militari della Regione Emilia-Romagna, a enti e associazioni, circoli, scuole e organi di stampa del comprensorio faentino e lughese.

Storia della sezione – sessant’anni

Il nostro CAI, le nostre montagne

di Luigi Rava (GISM)

Come annunciato nel bollettino del primo quadrimestre, la nostra Sezione si accinge a celebrare quest’anno i 60 anni di fondazione, con una serie di manifestazioni promosse dal Consiglio Direttivo che riportiamo in questo bollettino con avviso a parte. Sessant’anni di vita sono un traguardo importante che non può tradursi in semplici amarcord come l’esiguo spazio del nostro bollettino ci consente: sessant’anni, per una Associazione come la nostra, rappresentano un insieme di storie e avvenimenti di vicende, tristi e liete, che hanno accompagnato il cammino di quanti, lungo i difficili sentieri della convivenza, hanno cercato di dare un senso al loro andar per monti, sforzandosi di capirli e amarli.

Sono molte le storie che meriterebbero di essere raccontate e che si sono succedute, ancor prima dell’anno di nascita della Sezione, da alpinisti faentini del calibro di Virgilio Neri («Vargéli»), di cui proprio nell’anno in corso ricorre il centenario dalla nascita, suo fratello Italo, Corrado Collina, Francesco Vespignani («Checco»), Giovanni e Anna Vicchi, Mario Missiroli (primo Presidente della Sottosezione CAI Faenza), Roberto e Nino Seglias, Tristano Amadesi, «Teo» Gaudenzi e Federico Zanotti (socio fondatore e per anni Past Presidente della Sezione). Da non dimenticare un altro appassionato di montagna, Arturo Tanesini, alpinista di gran vaglia e eccellente scrittore di montagna, che all’inizio degli anni trenta lasciò la natia Faenza per approdare a Bolzano e dar vita all’attività professionale di trasporti funiviari.

Tutte storie e ricordi intrisi di tanta umanità che meritano sentimenti di riconoscenza. Innanzitutto, ma non solo. Meritano anche coinvolgimento intellettuale per capire, riscoprire e conoscere le fasi che hanno costruito e contraddistinto la vita del CAI a Faenza. Queste poche righe non sono solo storie di uomini e di passioni, di fatti e di azioni, vogliono essere una breve retrospettiva dei momenti organizzativi, sociali e progettuali di una comunità cittadina che in pochi altri ambiti, come in quello rappresentato dalla montagna e dal suo sentimento, è riuscita a sviluppare. Qualcuno, mi auguro, fra quarant’anni – in occasione del primo centenario – riuscirà a «legare» insieme queste storie con gli alti e i bassi, con le luci e le ombre dove ritrovare, pur nel susseguirsi di problemi e di difficoltà, il senso dell’impegno delle generazioni che ci hanno preceduto.

Tuttavia, queste poche righe, seppur ridotte a semplici flash e a qualche box, vogliono essere un omaggio che la nostra Sezione offre a quanti credono negli ideali che la montagna rappresenta, una montagna «senza confini», senza steccati e divisioni, dove gli uomini possono incontrarsi, capirsi, lavorare insieme per costruire una società migliore. Un omaggio a coloro che hanno saputo attraversare anni non facili ma, al di là dei successi e delle sconfitte registrati, è indubbio che questa esperienza umana e civile, non solo ci ha fornito utili insegnamenti, ma ci ha fatto crescere e maturare.

Sono stati sessant’anni di generoso e continuo impegno nel sostenere le molteplici attività promosse e sviluppate dalla nostra Sezione, per diffondere l’amore per la montagna insegnando a conoscerla, rispettarla, amarla e difenderla. Tutto sommato – mi piace affermarlo con un pizzico di orgoglio – sono stati sessant’anni spesi bene se è vero, com’è vero, che la nostra Sezione più invecchia e più ringiovanisce. Un intenso tessuto associativo e sociale proiettato più ad innalzare che a vivacchiare con attività meramente ricreative. Per dirla col Past President generale, Roberto De Martin, se guardiamo al nostro passato possiamo essere soddisfatti di come siamo riusciti a colloquiare con le generazioni più diverse che si sono succedute nella vita della nostra Sezione, e di come abbiamo saputo interpretare le esigenze legate agli ambienti montani e alle popolazioni che in questi ambienti vivono.

Dalle pagine del nostro bollettino (anch’esso ultra venticinquennale), quasi come in un film, si svolge il celere avvicendarsi di uomini e di avvenimenti che hanno fatto la storia della nostra Sezione e della nostra comunità. Uomini e donne che, in momenti e tempi diversi, hanno lavorato in silenzio, con umiltà ma soprattutto, con grande passione e dedizione. A tutti loro, in particolare a quanti ci hanno lasciati, sentiamo il dovere di esprimere un riconoscente pensiero e un doveroso ringraziamento.

Questa ricorrenza è dedicata soprattutto a loro.

La scuola di alpinismo e sci alpinismo «Pietramora»: dodici anni di scuola di montagna

Proprio così, dodici anni fa si costituì in Romagna una scuola di alpinismo e sci alpinismo fra le sezioni CAI di Ravenna, Imola, Faenza con l’adesione, in seguito, della Sezione di Rimini. La scuola, composta dagli istruttori delle quattro sezioni, venne denominata «Pietramora» dalla località poco a monte di Faenza, dove esiste una falesia presso la quale gli appassionati di alpinismo sono andati per anni ad arrampicare.

La scuola, tramite il suo nutrito corpo di istruttori (sono 48 tra istruttori nazionali, interregionali, sezionali), promuove ogni anno corsi di alpinismo (roccia, ghiaccio, arrampicata libera) e sci alpinismo.

Dal 24 novembre del 1994, scrive Nicoletta Filipponi, istruttore Nazionale di Alpinismo ed ex Direttore della scuola, siamo cresciuti, siamo più professionali e certamente più amici e più affiatati. Abbiamo sciato e arrampicato insieme, discusso su aspetti tecnici, filosofici e pratici. Qualcuno nel corso degli anni ha deciso di ritirarsi, altri si sono aggregati e a questi ultimi i «veci» hanno riservato il loro sapere: sapere che se a prima vista viene attribuito solo alla persona che lo trasmette, è in realtà il frutto di un lavoro comune e di sinergie di gruppo: «sapere» che fa della scuola «Pietramora» una delle più belle e grandi realtà delle scuole esistenti in Toscana e in Emilia-Romagna.

Il muro di arrampicata «Yellowstone» climbing wall

Contemporaneamente alla scuola «Pietramora», nel 1994 la Sezione faentina del CAI e la Sezione lotta «G. Lucchesi» hanno realizzato una struttura per l’arrampicata sportiva che è stata collocata all’interno della palestra di lotta. La struttura, interamente progettata e realizzata dagli istruttori di alpinismo della nostra Sezione, è stata denominata Yellowstone climbing wall.

Col passare degli anni la struttura è cresciuta con l’aggiunta di ulteriori difficoltà come il «tetto» e altri passaggi previsti dal regolamento FASI.

La palestra indoor è aperta dal mese di ottobre a primavera inoltrata dell’anno successivo. Si svolgono corsi di preparazione all’arrampicata per bambini e per adulti, con l’assistenza degli istruttori Yellowstone, con particolare attenzione ai principianti che desiderano imparare a muoversi correttamente su pareti artificiali o naturali, con le tecniche di progressione fondamentali ed evolute.

Acquisita dalla Sezione una struttura mobile per l’arrampicata sportiva. I faentini l’hanno vista in opera in varie occasioni in Piazza del Popolo oppure in occasione di qualche sagra o festival. È alta sei metri ed è costruita con una ossatura in tubolare di ferro con un fronte di quattro metri, rivestito di pannelli sui quali sono infisse le prese disposte dagli istruttori di alpinismo, in base a varie difficoltà. Progettata dalla Ditta SINT ROC di Trento, dopo alcuni noleggi, è stata definitivamente acquisita dalla Sezione.

La nuova guida escursionistica «Dalla Futa all’Acquacheta» realizzata in collaborazione fra le sezioni di Faenza e Imola

Era un’esigenza sentita da tempo. La realizzazione di una guida escursionistica dell’Appennino faentino e imolese con annessi i territori della Romagna-Toscana nei quali le due Sezioni operano. I territori, per certi aspetti simili fra loro, sono compresi tra il Sillaro e il Montone e tra la Via Emilia e il crinale spartiacque appenninico tra Romagna e Toscana. Ma, in particolare, si voleva realizzare una pubblicazione che oltre ai percorsi escursionistici e quelli in mountain bike, descrivesse il territorio nelle sue peculiarità morfologiche, geologiche, floristiche, faunistiche, meteorologiche, le trasformazioni che l’uomo, col passare degli anni, vi ha prodotto ed infine le vicende storiche ed economiche che lo hanno segnato. Si è così realizzato, con la guida, uno strumento utile per la scoperta e la fruibilità del territorio e alla promozione di un turismo sociale di minimo impatto.

Il successo della guida è andato oltre ogni più rosea previsione: le prime 3.500 copie sono andate esaurite in poco più di tre mesi e mezzo e si è reso necessario il ricorso ad una seconda ristampa.

Gli Accompagnatori di Escursionismo sezionali e i corsi di escursionismo

Con la formazione degli Accompagnatori di Escursionismo la Sezione ha organizzato, in questi ultimi dieci anni, cinque corsi di abilitazione all’accompagnamento in ambiente innevato, hanno anche organizzato un primo corso di escursionismo invernale con racchette da neve.

L’opera preziosa degli Accompagnatori di Escursionismo sezionali è rivolta in particolare ai neofiti per le prime nozioni tecniche e comportamentali di avviamento alla montagna ma è anche una garanzia per l’accompagnamento delle escursioni domenicali in cui l’esperienza escursionistica – come manifestazione dell’alpinismo più vero – assume oggi un significato più intimista e personale alla scoperta del territorio; un mix di natura e cultura.

Le nostre escursioni più celebrate

L’attività escursionistica è prevalente rispetto alle attività che la Sezione svolge nell’arco dell’anno. Per rendere più «appetitoso il menù» vengono inserite annualmente nei programmi nuove mete a volte al di fuori di itinerari noti e questo per dare ai soci una conoscenza più vasta della diversità degli ambienti. Si tratta di un gran numero di escursioni organizzate ogni anno per soci e, in qualche occasione, anche per i non soci. Uscite collettive in ambienti montani alcune delle quali con gli studenti delle scuole inferiori e superiori.

In questi ultimi dieci anni ricordiamo le escursioni compiute dall’Argentera al Marguareis, dal Monviso al Mercantour, ai ghiacciai del Monte Bianco, Gran Paradiso e Monte Rosa. Dalle tredici vette delle Alpi Centrali alle più famose Dolomiti e alle meno conosciute Alpi Carniche e Giulie. Poi gli Appennini con i Monti della Laga, il Gran Sasso, la Costiera Amalfitana, la Majella, il Pollino, l’Aspromonte, l’Etna e le Isole Eolie. Un appuntamento ormai tradizionale è l’escursione che viene proposta in autunno inoltrato per ammirare il giallo dei larici.

Ma una attenzione particolare viene riservata al nostro Appennino. Negli ultimi anni sono stati ripristinati e segnalati con apposite bacheche alcuni itinerari che vanno sotto il nome di «sentieri della memoria». Questi percorsi sono stati realizzati per ricordare il sacrificio di tanti che hanno combattuto sui monti durante la lotta di liberazione:

  • Il sentiero dei partigiani, che si snoda nell’ampia vallata di Purocielo con il piccolo museo partigiano di Cà di Malanca
  • Il tratto San Valentino–Cà Cornio, nell’alta vallata del Tramazzo, dove avvenne l’eccidio dei maggiori esponenti della brigata Corbari

Di questi itinerari sono stati realizzati due pieghevoli illustrativi.

L’attività di manutenzione dei percorsi escursionistici nell’Appennino faentino e Tosco-Romagnolo

La nostra Sezione contribuisce a mantenere in efficienza ben 420 chilometri di percorsi escursionistici riscoperti e opportunamente segnalati lungo le dorsali dell’Appennino faentino e Tosco-Romagnolo. Ben 110 chilometri di questi sono inclusi nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (Alto Tramazzo), col quale la Sezione ha in essere una convenzione per la manutenzione ordinaria. È merito dell’opera volontaria dei soci se oggi gli appassionati di escursionismo possono usufruire di una rete così imponente di sentieri che è stata realizzata in collaborazione con gli Enti locali. Da questo impegno sono nate pubblicazioni edite in proprio ormai esaurite ma altre, come la carta escursionistica n. 8 dell’Appennino faentino, realizzata in collaborazione con il Servizio Cartografico della Regione Emilia-Romagna in scala 1:50.000, sono ancora oggi in commercio. Con il continuo aggiornamento dei dati relativi a tali percorsi il Servizio cartografico regionale ha potuto creare il catasto dei sentieri con la redazione di undici carte tematiche dell’intera fascia appenninica.

In base ai dati sui sentieri forniti dalle sezioni CAI emiliano-romagnole, il Servizio Sistemi Informativi Geografici della Regione Emilia-Romagna ha realizzato in internet il sito sentieriweb ove tali dati sono consultabili on line, rendendo possibile il download dei files anche dei singoli percorsi, sia agli abituali utenti istituzionali delle basi dati regionali che al più vasto pubblico amatoriale, che potrà acquistarli e scaricarli direttamente sui GPS.

Lo stesso Servizio Sistemi Informativi Geografici della Regione Emilia-Romagna ha realizzato un DVD che contiene i dati vettoriali dei sentieri segnalati nel territorio regionale, destinato alla divulgazione delle informazioni concernenti la rete escursionistica emiliano-romagnola. Questo nuovo ulteriore prodotto vuole mettere a disposizione degli utenti, sia che si tratti di escursionisti che di tecnici degli Enti Locali, i dati originali nel formato a ciascuno più congeniale.

Le manifestazioni culturali

Ogni anno la Sezione organizza incontri di vari argomenti con personaggi del mondo alpinistico, speleologico ed esponenti del mondo culturale legati alla montagna. Mostre, conferenze, audiovisivi, filmati d’epoca, con il coinvolgimento e la collaborazione di Enti pubblici e privati del comprensorio faentino. Da ricordare le conferenze del friulano Cirillo Floreanini, componente della spedizione italiana al K2, Silvio Mondinelli («Gnaro»), in procinto di completare i quattordici ottomila, i trekker Bracci e Bietolini ideatori della GEA, un trekking che corre a cavallo della dorsale appenninica che separa la Toscana dall’Emilia-Romagna, e all’indimenticato audiovisivo realizzato dai soci della Sezione dal titolo: «Appennino, natura, forma, colore», il cannobino Teresio Valsesia, trekker e scrittore di montagna autore di due edizioni del Sentiero Italia e tanti altri. Un buon successo di pubblico ha fatto registrare la rassegna estiva CinemaMontagna, e gli incontri con gli autori di spedizioni che si tiene ogni anno nella Piazza Nenni.

Nel centro Sociale di Palazzo Laderchi, in collaborazione con l’UOEI, si tiene un ciclo di conferenze con audiovisivi nei mesi invernali. Infine i cori di montagna che hanno concluso ogni importante manifestazione della nostra Sezione fra i quali preme ricordare il coro trentino del SOSAT che ha tenuto un concerto a Faenza nel 2002, in occasione delle manifestazioni promosse per celebrare l’Anno Internazionale delle Montagne promosso dall’ONU e dalla FAO.